Punti di ricamo facili per principianti - guida pratica

Marta Ferrara .

16 ottobre 2026

Esempi di punti ricamo facili su tessuto: punti dritti, nodini, punto festone, punto catenella e altri.

Un ago, un filo e un piccolo disegno bastano per iniziare a ricamare senza sentirsi sopraffatti. In questa guida raccolgo i punti di ricamo più facili per chi parte da zero, spiegando come eseguirli, quale tessuto scegliere, quanti fili usare e come trasformarli in decorazioni per biancheria, abiti e complementi d’arredo.

Con pochi punti essenziali puoi creare motivi ordinati e personali

  • Inizia con telaio, ago, cotone mouliné e tessuto a trama regolare.
  • Impara prima punto filza, indietro, erba, catenella e margherita.
  • Usa 2 o 3 capi di filo per ottenere linee facili da controllare.
  • Esercitati su un campione di 10 x 10 cm prima di ricamare il progetto vero.
  • La tensione del filo conta più della velocità e previene grinze e arricciature.

Da quali materiali conviene partire

Per i primi esercizi sceglierei un tessuto di cotone o lino a trama regolare, non troppo sottile e possibilmente di colore chiaro. La trama visibile aiuta a mantenere i punti della stessa lunghezza, mentre una stoffa elastica o molto fitta rende subito più difficile capire dove far passare l’ago.

Il telaio non è obbligatorio, ma per me fa una differenza enorme. Un modello da 10 a 15 cm di diametro è abbastanza grande per esercitarsi e abbastanza piccolo da mantenere la stoffa ben tesa. Servono poi un ago da ricamo con cruna ampia, forbicine affilate, un pennarello evanescente per tessuti e filo di cotone mouliné.

Il mouliné è formato da sei capi separabili. Per iniziare usane 2 o 3 insieme: due producono linee più fini e delicate, tre danno un tratto più pieno, utile sui tessuti d’arredo. Taglia una gugliata di circa 40-50 cm; un filo più lungo tende a annodarsi e a sfibrarsi.

I cinque punti più semplici da imparare

Punto filza

È il punto più immediato e consiste in una successione di piccoli tratti avanti e indietro. Porta l’ago sul diritto, inseriscilo poco più avanti e ripeti lasciando spazi regolari. Io lo uso per linee tratteggiate, iniziali, bordi leggeri e dettagli geometrici.

La difficoltà principale è mantenere costanti lunghezza e distanza. Su una tovaglietta può diventare una bordatura minimale; su un tessuto da restauro è utile per fissare provvisoriamente un elemento prima di una rifinitura più resistente.

Punto indietro

Il punto indietro crea una linea continua e compatta. Dopo aver fatto un punto in avanti, torna con l’ago nel foro precedente e riesci a una lunghezza equivalente. Il risultato ricorda una cucitura molto regolare ed è perfetto per contorni, scritte e piccoli disegni botanici.

Per una curva pulita accorcia leggermente i punti invece di forzare il filo. È un accorgimento semplice, ma cambia l’aspetto finale: i tratti troppo lunghi producono angoli visibili e rendono il motivo rigido.

Punto erba

Il punto erba è una variante decorativa del punto indietro, con i punti leggermente sovrapposti. Si lavora mantenendo il filo sempre dallo stesso lato della linea, così da ottenere un effetto intrecciato. Lo sceglierei per steli, rami, bordi di foglie e cornici morbide.

È uno dei punti che dà subito un risultato elegante anche senza grande esperienza. Se la linea appare irregolare, non tirare più forte: riduci la distanza tra i punti e mantieni il tessuto fermo nel telaio.

Punto catenella

Nel punto catenella ogni passaggio forma un piccolo anello agganciato al precedente. Porta l’ago sul diritto, crea un anello con il filo e reinserisci l’ago vicino al foro di uscita, facendolo riemergere poco più avanti all’interno dell’anello.

La catenella è adatta a contorni marcati, bordi di asciugamani, fiori stilizzati e motivi dal tratto più deciso. Gli anelli devono avere dimensioni simili. Se vengono troppo stretti, il disegno si arriccia; se sono troppo larghi, la linea perde definizione.

Punto margherita

Il punto margherita, chiamato anche margherita pigra, nasce da un singolo anello fermato con un piccolo punto. Ripetendo il gesto attorno a un centro puoi creare petali semplici, foglioline o piccoli elementi decorativi.

È ideale per il primo progetto perché permette di realizzare fiori riconoscibili con pochissimi passaggi. Per un effetto più ordinato disegna prima un puntino centrale e lavora i petali in senso circolare, senza cambiare continuamente direzione.

Come scegliere il punto in base al risultato

Non serve imparare molti punti tutti insieme. La scelta dipende soprattutto dalla forma che vuoi ottenere e dalla copertura desiderata. Questa combinazione copre già gran parte dei piccoli lavori domestici e decorativi.

Punto Effetto Uso consigliato Difficoltà
Punto filza Linea leggera e ritmata Bordi, iniziali, dettagli Molto bassa
Punto indietro Contorno continuo Scritte, disegni e profili Bassa
Punto erba Linea intrecciata Steli, rami e cornici Bassa
Punto catenella Tratto pieno ad anelli Bordi e motivi grafici Bassa
Punto margherita Petali singoli Fiori e decorazioni naturali Bassa
Punto raso Superficie compatta Petali, foglie e lettere piene Media

Il punto raso merita una nota. È facile nel gesto, perché usa punti paralleli ravvicinati, ma richiede più controllo per riempire una forma senza lasciare buchi. Lo introdurrei solo dopo aver acquisito una buona tensione con i punti lineari.

Il primo esercizio passo dopo passo

Per fare pratica senza sprecare tessuto, prepara un quadrato di 10 x 10 cm e disegna una linea, una foglia e un fiore composto da cinque petali. Questo piccolo campionario ti permette di capire subito quali punti controlli meglio.

  1. Fissa il tessuto nel telaio lasciandolo teso come la superficie di un tamburo, senza deformarlo.
  2. Infila l’ago con 2 o 3 capi e ferma il filo sul rovescio con alcuni piccoli punti, evitando nodi voluminosi.
  3. Ripassa la linea con il punto indietro, usando tratti da 3-4 mm.
  4. Ricama il gambo della foglia a punto erba e il contorno dei petali a punto catenella.
  5. Completa il centro del fiore con un punto margherita o con un piccolo punto raso.
  6. Ferma il filo sul rovescio con 2 o 3 passaggi sotto i punti già eseguiti.

Non cercare la perfezione al primo tentativo. Io preferisco osservare la regolarità generale del motivo, non la precisione assoluta di ogni singolo punto. Un ricamo leggermente irregolare conserva spesso più carattere di una superficie troppo rigida.

Quando il campione ti convince, trasferisci il disegno su una federa, un tovagliolo, un grembiule o un piccolo pannello da incorniciare. Per un complemento d’arredo scegli motivi semplici e colori coordinati al tessuto, perché pochi elementi ben distanziati risultano più raffinati di una decorazione troppo piena.

Gli errori che fanno arricciare il tessuto

Tirare troppo il filo

È l’errore più comune. Il punto dovrebbe appoggiarsi sulla stoffa senza scavare il tessuto. Se compaiono grinze attorno al ricamo, allenta la tensione e controlla che il telaio sia ben montato.

Usare una gugliata troppo lunga

Un filo eccessivo si attorciglia, si annoda e perde brillantezza. Restare entro 50 cm rende il lavoro più pulito e riduce anche il rischio di spezzare le fibre durante il passaggio nella stoffa.

Scegliere il tessuto sbagliato

Jersey, velluto e tessuti molto sottili possono essere ricamati, ma non sono l’ideale per imparare. Per i primi lavori usa una base stabile; sulle stoffe delicate inserisci eventualmente una tela di supporto sul rovescio.

Leggi anche: Ricamo a mano - Guida completa per risultati perfetti

Fare nodi pesanti

I nodi grandi creano protuberanze e possono danneggiare il tessuto durante il lavaggio. Meglio nascondere l’estremità sotto alcuni punti già ricamati e lasciare il rovescio il più piatto possibile.

Come lavare e conservare un ricamo fatto a mano

Prima di ricamare un capo che dovrà essere lavato, prova il filo su un ritaglio. Inumidisci il campione e tampona con un panno bianco per verificare che il colore non perda. Questa verifica richiede pochi minuti e può evitare di rovinare una federa o un tessuto antico.

Per la maggior parte dei ricami moderni sceglierei un lavaggio delicato a bassa temperatura, senza strofinare direttamente il motivo. Asciuga il tessuto disteso e stiralo dal rovescio, appoggiando tra ferro e ricamo un panno pulito. Nei lavori di restauro, invece, conviene procedere con maggiore cautela e testare ogni trattamento su una zona nascosta.

Ricorda anche che il ricamo decorativo non risolve da solo un danno strutturale. Se la stoffa è fragile, sfilacciata o macchiata, prima va stabilizzata con un supporto adeguato; il punto deve valorizzare il tessuto, non mascherare un problema che potrebbe peggiorare.

Il modo più semplice per continuare senza bloccarsi

Per le prime settimane limitati a tre colori e cinque punti. Un piccolo campionario ripetuto su diversi tessuti insegna più di un progetto complesso iniziato troppo presto, perché rende visibili tensione, spaziatura e copertura.

Quando ti senti sicuro, combina punto indietro per i contorni, punto erba per gli steli, punto margherita per i fiori e punto raso per un dettaglio pieno. È una tavolozza essenziale, ma sufficiente per personalizzare biancheria, abiti e piccoli elementi d’arredo con un risultato curato e davvero tuo.

Domande frequenti

Sono sufficienti un telaio da 10-15 cm, un ago da ricamo con cruna ampia, forbicine, un pennarello evanescente, cotone mouliné e un tessuto di cotone o lino a trama regolare. Per iniziare è meglio scegliere una stoffa chiara, stabile e non troppo sottile.
Il mouliné è composto da sei capi separabili. Per i primi esercizi usa 2 capi per linee fini oppure 3 per un tratto più pieno, tagliando una gugliata di circa 40-50 cm per evitare nodi e sfibrature.
Usa il punto filza per bordi leggeri e dettagli, il punto indietro per contorni e scritte, il punto erba per steli e rami, il punto catenella per bordi marcati e il punto margherita per petali e piccoli fiori.
Prepara un campione di 10 x 10 cm con una linea, una foglia e un fiore a cinque petali. Fissa il tessuto ben teso nel telaio, prova i punti con tratti da 3-4 mm e concentrati sulla tensione regolare del filo, senza stringerlo fino a creare grinze.
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punto filza punto indietro punto erba punto catenella punto margherita
Autor Marta Ferrara
Marta Ferrara
Mi chiamo Marta Ferrara e ho sei anni di esperienza nel campo dei tessuti, dell'arredamento e del restauro tessile. La mia passione per il design d'interni e la cura dei materiali mi ha spinto a esplorare a fondo questo affascinante mondo. Scrivo per teladipenelope.it con l'intento di condividere la mia conoscenza e aiutare i lettori a comprendere meglio le varie sfaccettature del restauro e dell'uso dei tessuti negli spazi abitativi. Mi dedico a scrivere articoli che trattano di tecniche di restauro, tendenze nell'arredamento e suggerimenti pratici per la scelta dei materiali. La mia metodologia si basa su una rigorosa verifica delle fonti e sull'analisi delle informazioni, per garantire contenuti utili e aggiornati. Credo fermamente nell'importanza di semplificare argomenti complessi, affinché chiunque possa avvicinarsi a questo settore con curiosità e competenza.
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